LA LIGNE MAGINOT PDF

Dopo la Grande Guerra, tra lo stato maggiore dell’esercito francese, vi era una forte contrapposizione tra chi propugnava una difesa con un forte esercito mobile, in grado di muoversi rapidamente LA LIGNE MAGINOT PDF il territorio, e chi invece proponeva una difesa statica, formata da una impenetrabile serie di fortificazioni permanenti ancorate al terreno, da predisporre già in tempo di pace. Ragione geografica: le regioni di Alsazia e Lorena, acquisite dopo la prima guerra mondiale, erano prive di un sistema difensivo adeguato, in quanto le difese tedesche nella zona erano obsolete e non adatte ai nuovi standard, oltre che non disposte verso il nemico. Ragione economica: le zone industriali e minerarie del paese erano prossime al confine con la Germania, e un attacco di quest’ultima avrebbe potuto privare la Francia delle zone più importanti per l’economia e gli approvvigionamenti dello stesso esercito. Ragione militare: il sistema di mobilitazione dell’esercito francese richiedeva all’incirca tre settimane per poter disporre di un esercito in piena efficienza sulle frontiere, lasciandole quindi indifese soprattutto in caso di un attacco portato senza una dichiarazione di guerra.


Traumatisée par les conséquences de la Grande Guerre (1,5 million de morts, plus de 3 millions de blessés), la France entreprit de se protéger d’une nouvelle invasion allemande en édifiant une défense fortifiée le long des frontières. Le Gouvernement décida alors d’accorder les moyens financiers à la construction de cette ligne qui prit le nom de ligne Maginot et qui s’étendit, de manière discontinue, sur plus de 700 kilomètres, des Ardennes à l’Alsace, de la Savoie à la Côte d’Azur. Elle constitue aujourd’hui un important patrimoine touristique et commémoratif.

Ragione politica: il Trattato di Versailles non era ritenuto sufficiente per garantire la sicurezza alla Francia da un attacco tedesco, ritenuto possibile anche se non a breve termine. Visuale dell’interno dell’Opera di Schœnenbourg, in Alsazia, una delle più grandi opere di fortificazione della Linea Maginot. Gli strateghi francesi concepirono una fortificazione adatta ad una guerra simile a quella appena terminata, tenendo, però, ben conto delle lezioni apprese. Sottosettori, Quartieri e Sottoquartieri, comprendenti al loro interno un numero variabile di Opere di fortificazione. Diversi furono gli organismi che curarono lo studio e la realizzazione delle opere, i più importanti dei quali furono la C. Determinante era il compito della C.

La Linea venne costruita in diverse fasi a partire dal 13 gennaio 1928 dalla S. 1930, quando Maginot ottenne un cospicuo finanziamento dal governo. La costruzione principale venne completata entro il 1935 ad un costo di circa tre miliardi di franchi. Le specifiche per le difese erano molto alte, con bunker numerosi e interconnessi per migliaia di uomini, c’erano 108 opere di fortificazione a 15 chilometri di distanza l’uno dall’altro, inframmezzati da opere fortificate minori e casematte.

Ingresso per le munizioni dell’Opera di Kobenbusch. Molto importante era anche l’ostacolo passivo antistante tutta la Linea, costituito da un profondo reticolato di filo spinato e da sei file di putrelle infisse nel terreno, che doveva ostacolare la fanteria e i carri nemici. Altrettanto fondamentale fu la costruzione di un’importante rete stradale e ferroviaria che consentiva un adeguato approvvigionamento di materiali a tutta la Linea, e garantiva un’adeguata mobilità lungo tutta la stessa collegando una lunga serie di caserme di sicurezza dove erano sistemati i reparti di uomini a presidio della Linea, che così avrebbero potuto raggiungere le varie postazioni in breve tempo. Dalle gallerie principali, binari a scartamento ridotto conducono a diversi pozzi verticali con ascensori e scale che portavano alle varie casematte di artiglieria o fanteria, torrette di artiglieria e fanteria oppure blocchi misti che comprendevano più tipologie e torrette di osservazione.

Analogamente, le opere minori di fortificazione avevano la stessa struttura di quelle maggiori, ma con dimensioni più modeste, una sola entrata, o, in alcuni casi, potevano essere costituite da un solo blocco di combattimento dove si potevano trovare le postazioni, le camerate e tutti i locali necessari. Al confine con la Germania, il terreno prevalentemente pianeggiante che caratterizzava il confine fece decidere agli ingegneri francesi la necessità di approntare la Linea sotterrandola il più possibile nel terreno e creando un complesso sistema di gallerie e ricoveri sotterranei per difendere la struttura da eventuali bombardamenti, e nel contempo, per allontanare il più possibile dalla zona di confine gli ingressi. Mentre al confine con l’Italia, il terreno montuoso e quindi la difficoltà dell’avversario di mettere in posizione artiglierie pesanti in prossimità del confine, fece propendere gli ingegneri nel decidere di costruire opere di piccole dimensioni con minore sviluppo di gallerie, senza però diminuire la funzionalità e l’efficacia. Schema del complesso sistema di funzionamento di una torretta a scomparsa del tipo impiegato sulla Linea Maginot. Esistono due tipi di protezione per le armi: le casematte e le torrette corazzate.